
lunedì, 19 maggio 2008
Ho vestito ali d'angelo vegliando sui passi disegnati, come pagine di un diario le ali furono stracciate. La riconoscenza spesso e' un precipizio la fine di un inizio, Un sudario ricopre le mie carni coperte dal sangue di battaglie ne vinti ne vincitori solo il tormento di una ferita non si da' pace! L'attesa non risiede piu' sulla terra il tempo non concede spazio ad artigli smaltati di strappare alla prigionia della terra. La mia poesia voglio vestirmi di luce quella che un tempo vestiva a giorno le tenebre.....
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Ladyvampyr |
16:00
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Ribalterei la terra con un dito se avessi sovrumani doti astrali, scampandomene con un paio d'ali macchiate d'amaranto scolorito. D'ira funesta crivellerei il paesaggio, con ogni parola sprigionerei un uragano. Mi goderei il flagello da lontano passendo fiori e piante al mio passaggio. Che nubbi unite in infinite flotte scatenino con i fulmini l'inferno gettando il mondo in un dolore eterno dove perenne e cupa sia la notte. E quando l'apocalisse e' ormai alle porte mi nutrirei di urla sofferenti beffandomi dei pianti della gente che trovano la pace nella morte. E attenderei che dorma la tempesta, e attenderei che nasca nuova vita, cosi' che dalla rabbia mia infinita si posta ridestar ira funesta.
Nel mio castello lontano dalla vita, la nostra normalita' e' follia cercate di esseere perfetti, la tua perfezzione per me e' pazzia la mia vita senza affetti prima di te il buio come una freccia mi ha trafitto mi hai fatto vivere, mi hai fatto sentire l'amore ma questo mondo non fa' per me me ne tornero' al mio castello pensando sempre e solo a te.....
Damned by
Ladyvampyr |
07:53
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venerdì, 16 maggio 2008
Strano vagare nella nebbia! e' solo ogni cespuglio ed ogni pietra, ne gli alberi si scorgono tra loro, ognuno e' solo. Pieno di amici mi appariva il mondo quando la mia vita era ancora chiara; adesso che la nebbia cala non ne vedo piu' alcuno. Saggio non e' nessuno che non conosca il buio che lieve ed implacabile lo separa da tutti. Strano vagare nella nebbia! Vivere e' solitudine. Nessuno essere conosce l'altro ognuno e' solo.
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Ladyvampyr |
13:10
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giovedì, 15 maggio 2008
Guardo con i miei occhi la realta nel mondo nella notte, cammino per le strade e percepisco l'energia vitale delle persone. Anime che svolgono la loro vita all'insaputa dei eventuali pericoli o benefici, poi guardo nella mia coscienza e capisco, che quando l'uomo diventera' maturo, sara' troppo tardi. Quel giorno ti vidi e mi mordesti con quel veleno che per me era un filtro d'amore magico. Ma purtroppo il veleno era mortale. Baciarti e' come camminare tra le fiamme dell'inferno. Accarezzarti e' come immergersi nella lava. Dirti ti amo e' come guardare nella tua coscenza, per poi cadere in un profondo oceano. Mi rachiudo nel mio subconscio la mia coscienza piange lacrime d'argento il mio cuore perde sangue....La gente la considero come un grosso animale che ha paura di se stesso e non attacca mai direttamente ma indirettamente. Esplorare il propio spazio e' come affondare nei tuoi occhi. Camminare sulla sabbia ardente e' come baciare le tue labbra. Una lacrima d'argento e' caduta sul mio cuore, perforandolo......Un dolore che non si ripotra' piu' rimarginare.
lunedì, 12 maggio 2008
Percorrendo una vuota spirale alla fine della quale troveremo noi stessi osservare la nostra ombra crollare al suolo affrontando il riflesso di una nostra immagine residua concepita nella piu' cupa desolazione. Giacendo su queste corrotte strade di vorticanti pensieri, mentendo ai miei propi stati mentali trattenendo tutto cio' che non sarei anelando a c
io' che mi e' proibito. Un delirio di onnipotenza e' cio' che chiamiamo conoscenza senza renderci conto che il decadimento e' solo un passo avanti, ma la vanita' in cui ci croglioliamo si e' mutata nella nostra gloriosa tomba cristallina. Coesione sublimata di un ego inferiore pieno di incompiutezze. Poiche' stiamo attendendo l'arrivo di un nuovo messia sintetico che possa risanarci. Cosi' piu' in alto i nostri illuminati cinici giungeranno decretando l'annullamento dei nostri ultimi atomi. Sono perduti.
Damned by
Ladyvampyr |
14:15
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Ricordi , danzavamo attorno ai fuochi, i fuochi di Beltane. Danzavamo inneggiando alla vita il fresco della notte, le stelle nel celo simboli della dea lei che ci osservava lei che ci donava la vita e la gioia. Arrivarono le tonache nere e tutto fini', i fuochi si spensero la natura venne domata, la dea non fu' piu' madre soltanto i suoi simboli gelidamente osservano dal celo. Ricordi legati ai pali ad ardere sui roghi i roghi dell'inquisizione. Il fresco della notte non ci sfiorava piu'.
mercoledì, 30 aprile 2008
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